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Le Pillole della Felicità fanno la Felicità: di chi produce psicofarmaci!

Le Pillole della Felicità

Quello che per alcuni è sempre stato un sospetto, comincia a venire alla luce.

Le pillole della felicità , prodotte dall’industria degli psicofarmaci, funzionano più che altro per il loro effetto placebo, lo dice chi conosce bene questa industria e che ha voluto fare un po’ di luce su questo argomento.

Irving Kirsch docente universitario sia in Inghilterra che negli USA si è avvalso del Freedom of Informationa Act, la legge che consente l’accesso ad atti di interesse pubblico, per andare a rovistare negli archivi dell’industria dello psicofarmaco e ha trovato quello che sospettava: i benefici degli psicofarmaci, nella migliore delle ipotesi, sono uguali a quelli dei placebo. A ciò va aggiunto il fatto che questi farmaci “miracolosi” difficilmente curanosi limitano ad attenuare i sintomi qualche cosa ma e molto spesso terminata la cura tutto torna come prima.

Certo, nel caso di gravi patologie, per le quali è richiesto un potente effetto sedativo, qualche risultato lo ottengono ma nella stragrande maggioranza dei casi, il risultato è del tutto paragonabile a quello dei placebo con la differenza che quest’ultimi, prodotti con sostanze inerti, non causano tutti gli effetti collaterali, spesso molto fastidiosi, tipici degli psicofarmaci.

Il problema è che vendere dei placebo come se fossero psicofarmaci sarebbe truffa. Daltra parte, vendere dei placebo come tali, dicendo che hanno lo stesso effetto degli psicofarmaci, fa si che non funzionino più!

Come uscire da questa trappola?

L’industria farmaceutica da parte sua, grazie agli enormi investimenti nel marketing, troverà una qualche soluzione dato che, da alcuni anni, spende nelle ricerche di marketing molto di più di quanto spende nella ricerca scientifica.

Ma  il problema rimane per chi soffre di questi disagi che sono assolutamente reali.

Il professor Irving Kirsh suggerisce di leggere qualche buon libro, di farsi aiutare da chi opera nei settore del benessere psicologico, di fare dell’attività fisica; insomma volendo fare qualche cosa per stare meglio, invece di prendere delle pillole e molto meglio  fare qualche cosa che piaccia e che faccia stare bene sul serio: e visto che la ridere fa buon sangue, perchè non provare anche lo Yoga della Risata?

Lo Yoga della Risata non solo fa star bene mentre si ride, e anche dopo,  è anche una straordinaria attività fisica che si fa senza fare fatica: 1 minuto di risate, come consumo energetico, corrisponde a 10 minuti di vogatore, ma è molto, molto, molto più divertente.

L’intervista con le dichiarazioni del professor Irving Kirsch la trovi qui ma prima ascolta il mio consiglio guarda questo video, molto più salutare di una pillola, con tanta felicità … anche più di una volta, gli effetti collaterali di solito sono solo benefici.

http://lapalestradellafelicita.com/2010/03/11/pillole-felicita-psicofarmaci/

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Lo Yoga della risata su Rai 2 al Ruggito del Coniglio: ecco le prove.

Il Ruggito del Coniglio

Il Ruggito del Coniglio

Uno degli aspetti interessanti dello Yoga della Risata nelle aziende è la sua prerogativa di essere uno straordinario strumento di team buiding, problem solving e creatività, questo grazie alla produzione endogena di endorfine e dopamina che favoriscono la condivisione, la cooperazione e la responsabilità.

E quanto è successo la scorsa settimana ne è una piccola ma significativa prova.

Anche lo Yoga della Risata ha bisogno di pubblicità per farsi conoscere, così quando Laura Toffolo, presidente dell’Associazione Italiana dello Yoga della Risata a sentito che alla trasmissione  “Il ruggito del Coniglio” su Rai 2 stavano raccogliendo suggerimenti su come invecchiare bene, non si è fatta sfuggire l’occasione e ha subito telefonato per parlare dello Yoga della Risata,  ma prima mi ha avvisato.

Così nel pomeriggio era già pronto il video del suo intervento su Rai 2 e che puoi vedere qui sotto.

Poi siccome nelle trasmissioni radio-televisive il tempo è sempre “tiranno” non ha fatto tempo di ricordare che lo Yoga della Risata è effettivamente una straordinaria pratica antinvecchiamento sia per i suoi effetti sul sistema immunitario, sia per quelli sull’apparato cardiocircolatorio, sia perché ridendo si tengono in allenamento tutti i muscoli facciali e così anche la pelle del volto si mantiene più elastica e si ritarda la formazione delle rughe.

http://lapalestradellafelicita.com/2010/03/9/yoga-risata-coniglio

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L’economia della Felicità: se elimini gli sprechi generi risorse

cibo frescoFelicità è avere la consapevolezza che, qualsiasi cosa capiti, ho la possibilità e le risorse per affrontare e superare le prove che la vita mi presenta quotidianamente.

Quindi la felicità è una cosa che posso impiegare in ogni momento del giorno, in ogni settore della vita e ad esempio quando metto la felicità al servizio dell’economia e non viceversa si ottengono dei risultati spettacolari: Last Minut Market ne è un esempio.

Tonnellate di cibo fresco vengono quotidianamente mandate in discarica da supermercati, ristoranti mense e tavole calde perchè non più commercializzabili, mentre senza la necessità di andare nei paesi del terzo mondo, migliaia di persone saltano il pasto perchè, nel ricco mondo bel benessere nel quale viamo, non c’è lavoro per loro e quindi “Se non lavori, oltre a non fare l’amore, non è nemmeno necessario che tu mangi“.

Per fortuna, nella tanto vituperata università italiana ci sono talvolta anche delle straordinarie teste pensanti che, invece di progettare magici strumenti finanziari, si limitano a ragionare su certe assurdità create dalle leggi del mercato e si mettono a fare quattro conti.

Senza nulla togliere a chi ha avuto il buon senso di farli, sono quattro conti che si possono fare anche in quinta elementare, non serve essere dei maghi della finanza.

Così scoprono che a costo ZERO quelle tonnellate di cibi da smaltire con pesanti costi economici per chi li butta, e ambientali per il territorio che le deve gestire, possono essere destinate non solo alle mense che danno da mangiare a chi non ha più un modo onesto per procurarsi un pasto, ma anche ad ospedali ed altri enti che risparmiano su costi di approvvigionamento: nessuno ci rimette e tutti ci guadagnano.

I miracoli dell’economia della felicità: fiducia, partecipazione, condivisione e cooperazione, un certo John Nash qualche anno fa ha pure vinto un Nobel per l’economia dimostrando l’efficienza di queste idee così difficili da misurare.

La Felicità dell’economia e lo Yoga della Risata

Economia e Yoga della Risata

Finalmente una buona notizia, per uscire dallo stato di crisi dell’ economia è meglio che ci mettiamo tutti a ridere sul serio. Un’agenzia della ADN Kronos ci spiega che ridere grazie allo Yoga della Risata fa lavorare di più e riduce lo stress.

Se sono assolutamente d’accordo sul fatto che “ridere seriamente” come si fa con lo Yoga della Risata, riduce sensibilmente lo stress, non sono per niente d’accordo sul fatto che faccia lavorare di più, bensì fa lavorare meglio, che è proprio tutto un altro concetto.

Come spesso accade si confonde la quantità con la qualità.

La produttività, che stabilisce la capacità di un sistema di produrre ricchezza e che in Italia è in declino da una 20 di anni, non dipende assolutamente da quanto si lavora, ma dipende dal come si lavora.

La produttività, da quanto mi risulta, misura il valore prodotto per unità di tempo o per essere più sofisticati il differenziale tra investimento applicato e risultato ottenuto nell’unità di tempo; se quindi lavoro male, per quanto io possa lavorare, la mia produttività resterà comunque bassissima e sarò sempre più stressato.

Proprio come nel caso del nostro sistema Italia che negli ultimi due decenni ha ridotto sempre più gli investimenti nella scuola, nella ricerca, nella cultura e in tutte le cose che creano vero benessere e fanno aumentare la produttività.

Praticando lo Yoga della Risata, l’organismo dell’essere umano riduce sensibilmente la concentrazione di cortisolo che è il carburante dello stresssssssss, produce tutti quei neurotrasmettitori che favoriscono il lavoro di squadra, la cooperazione e la creatività.

E’ in questo modo che con lo Yoga della Risata, diventano praticabili in modo naturale, semplice e rapido tutti quei comportamenti che fanno aumentare la produttività di un sistema azienda senza la necessità di lavorare di più.

L'economia della Felicità

E di un’altra cosa sono certo: quanto prima impareremo a ridere seriamente, tanto prima passeremo dalla Felicità dell’Economia all’Economia della Felicità.

Che cos’è l’Economia della Felicità? Te lo dico subito:

Nel momento in cui raggiunse l’ illuminazione,
il Buddha si mise a ridere.
Un eremita che passava da quelle parti
gli domandò : ” Perché ridi ? ”
E il Buddha rispose
” Perché ho scoperto che ciò che cercavo,
l’ ho sempre avuto con me!


Che felicità: Norman Cousin e lo Yoga della risata

Norman Cousin

Certamente lo Yoga della Risata deve qualcosa anche a Norman Cousin che di sicuro ha dato una spinta vigorosa allo sviluppo della psiconeuroendocrinoimmunologia, nota anche come PNEI, un recente branca della medicina che ha scientificamente ispirato Madan Kataria ad inventare lo Yoga della Risata .

Tutti sappiamo che “Una mela al giorno toglie il medico d’attorno” ma per norman Cousin il motto è stato “Una risata al giorno toglie il medico d’attorno” anzi, per dire la verità, quando lui ha cominciato a ridere tutto il giorno, sono stati i medici dell’ospedale a toglierselo d’attorno.

Del resto si sa, non fa bene ridere in ospedale dove sono tutti tristi, e anche Norman non aveva tanto da ridere; colpito da grave forma di spondilite anchilosante, l’unica cosa che ormai gli facevano i medici erano degli antidolorifici perchè per lui, ormai, non c’era più niente da fare.

Ma Norman era sempre stato un tipo un po’ strano e così, quando i medici non gli avevano più dato speranze, aveva cominciato a ridere, si era fatto portare tv, videoregistratore e tutti i film comici prodotti nella storia del cinema e rideva come un pazzo per tre, quattro, cinque ore al giorno.

Ma in ospedale non sta bene ridere, così dopo qualche giorno l’hanno buttato in mezzo ad una strada; per fortuna Norman poteva permettersi un albergo e con il suo televisore, il suo videoregistratore e le sue videocassette di film comici, si è trasferito in un albergo dove ha continuato la sua cura di risate.

Contro il parere di tutti i medici, una cora fatta di dosi massicce di vitamina C e  dosi ancora più massicce di risate.

La medicina ufficiale ancora non si è spiegata il caso, ma nonostante tutte le risate e le superdosi di vitamina C, in meno di un anno, quella spondilite anchilosante, che doveva accompagnarlo lentamente nel mondo dei più, era completamente scomparsa e Norman stava benissimo, e stava così bene che, per togliersi i medici d’attorno si accontentava di una risata al giorno.

Ma ritorniamo alla psiconeuroendocrinoimmunologia questa giovane scienza medica che non piace molto alle case farmaceutiche dato che, stando alle ricerche fin’ora effettuate, il nostro organismo probabilmente, al prezzo di qualche sana risata, potrebbe fare a meno di tanti farmaci.

Un grosso problema per la psiconeuroendocrinoimmunologia è che ha delle grosse difficoltà a trovre dei finanziatori per le sue ricerche … chissà come mai .

Non sono un medico, non sono un ricercatore ma sono un Laughter Yoga Leader e sono sicuro che ridere fa bene tanto alla mente quanto al corpo per cui mi permetto di prescriverti questa ricetta anche se stai bene di prenderti queste pillole di risate D.O.C., vere pillole della felicità, prodotte da una straordinaria Laughter Yoga Leader.

http://lapalestradellafelicita.com/2010/02/16/yoga-risata-norman-cousin

Da assumere in qualsiasi momento, preferibilmente al mattino, per una giornata piena di felicità

medicina

La felicità dell’arte


La Felicità dell'Arte

La Felicità dell'Arte

Grazie alle neuroscienze, che ci spiegano sempre meglio come funziona il cervello, diventa sempre più evidente che, se vuoi ottenere dei cambiamenti nei tuoi comportamenti, per imparare ad essere felice, devi anche imparare ad ascoltare e a parlare al tuo lobo destro del cervello: la felicità nasce dal dialogo tra lobo destro e lobo sinisto del cervello.

Il lobo destro non capisce i ragionamenti logici e razionali, come fa il lobo sinistro, ma sente, ascolta e capisce le emozioni che si esprimono attraverso le forme artistiche: musica, pittura, danza, scultura, poesia e attraverso il linguaggio metaforico.

E chi parla alle emozioni riesce ad essere molto più convincente di chi usa la logica e la razionalità.

Questo è quello che ci fa capire Mallika Sarabhai danzatrice ed attrice indiana nel video qui sotto.

E’ per questo che per imparare ad essere felice, non basta che tu ti faccia “rapire” dalle emozioni, ma è necessario che tu impari anche da dove vengono, come nascono e che cosa ti stanno dicendo:

Solo così hai la possibilità di gestirle,  solo così invece di essere prigioniero o prigioniera delle tue emozioni, le puoi trasformare in una risorsa per la tua felicità.

http://lapalestradellafelicita.com/2010/02/05/felicita-arte

(Per avere i sottotitoli in italiano clicca sulla scritta rossa View subtitles, sotto la barra di scorrimento del video e scegli la lingua.)

Lo yoga della risata serve alla felicità

Yoga della Risata

Per chi sa poco o nulla di Yoga, questa parola è istantaneamente collegata a profondi silenzi meditativi, impossibili posizioni da contorsionista, discipline monacali e lunghi, faticosi ed inflessibili metodi per godere di benefici non sempre facili da comprendere per chi non ne ha una lunga pratica.

Lo Yoga della risata è esattamente il contrario di tutto cio, con l’unica eccezione dei benefici che si capiscono e dei quali si gode fin dalla prima volta che si ha la fortuna di praticare questa disciplina.

Lo Yoga della Risata nasce nel 1995 ad opera del medico indiano Madan Kataria che ha creato uno straordinario cocktail tra: le tecniche di respirazione dello yoga pranaiama, la giocosità tipica dei bambini e i più recenti risultati delle più recenti ricerche nell’ambito della psico-neuro-endocrino-immunologia che hanno convalidato scientificamente l’antico detto “Il riso fa buon sangue”.

Con la pratica dello Yoga della Risata, una cui sessione ha una durata minima di 30 minuti, l’organismo riesce a rigenerarsi in modo straordinario sia sotto il profilo del benessere fisico che del benessere psicologico, con modalità del tutto naturali, per niente faticose ma addirittura piacevoli.

Durante una sessione di Yoga della Risata si ottimizzano le capacità respiratorie e le funzionalità cardiocircolatorie, normalizzando la pressione arteriosa; nel contempo, si innesca e si promuove l’attività del sistema endocrino alla produzione di endorfine, dopamine, encefaline e delle altre componenti neuro-biologiche che potenziano il sistema immunitario, comprese le cellule NK antitumorali.

Il risultato finale dello Yoga della Risata si traduce quindi non solo in uno stato di reale e sensibile benessere fisico ma anche di altreattanto reale e sensibile benessere psicologico dato che: riduce in modo drastico lo stress qualunque ne sia la causa, favorisce un aumento dell’autostima e della sicurezza in sé, aumenta le capacità di attenzione e concentrazione, migliora le capacità di ascolto e di assertività, potenzia le doti di leadership,motiva alla responsabilità, promuove lo spirito di condivisione e di cooperazione, aiuta nel superamento di idee e pregiudizi limitanti, stimola le capacità creative e di problem solving.

In poche parole lo Yoga della Risata è il più straordinario esercizio fisico che sembra fatto apposta per chi vuole imparare ad essere felice e non sa da che parte cominciare, cone dice Madan Kataria: Porta il tuo corpo a ridere e la tua mente riderà con lui.

Comunque, indipendentemente dal tuo livello di felicità, guardati questo video che in ogni caso ti farà buon sangue.

http://lapalestradellafelicita.com/2010/02/03/yoga-risata-felicita





La felicità è dentro di noi: i neuroni Gandhi

I neuroni Gandhi e la Felicità

Ma che cosa centra Gandhi con le neuroscienze e con la felicità?

Ho sempre sostenuto che la felicità è la consapevolezza della propria responsabilità.
Tu, come tutti, sei una persona respons-abile quando sai affrontare e superare con successo, le prove che la vita quotidianamente ti proprone.
La struttura portante sulla quale puoi costruire la tua responsabilità si chiama autostima che è la fiducia in te stesso, frutto della consapevolezza di quelle che sono le tue vere doti e anche di quelli che sono i tuoi veri limiti; in tal modo avrai la possibilità di sviluppare sempre più le tue potenzialità, migliorando quelle che sono le tue doti ed imparando a superare i tuoi limiti.
Il tuo limite invalicabile che accomuna tutti gli esseri umani e che nessun essere umano è mai stato, e mai potrà essere onnipotente, anzi viene quasi da chiedersi come mai la specie umana sia riuscita a sopravvivere da quando, oltre 4 milioni di anni fa sono comparsi i nostri più lontani progenitori.

Ma come l’essere umano sia riuscito a trasformare questo limite in un vantaggio ce lo stanno spiegando le neuroscienze.
Tutte le specie animali hanno una qualche loro specifica caratteristica che garantisce la loro sopravivenza: i predatori sono forti, veloci e hanno micidiali armi naturali, mentre le prede il più delle volte si accontentano di essere molto prolifiche, in altri casi tengono lontano il predatore con le loro dimensioni, oppure sono più veloci del loro stesso predatore, in modo tale da riuscire a fuggire nella maggior parte dei casi.
Ma l‘essere umano non ha nessuna di queste doti e allora come ha fatto a sopravvivere? Come ha fatto a superare questi limiti naturali?
La risposta la sanno anche i bambini delle elementari: l‘essere umano è intelligente.
Certo, ma come ha fatto a diventare intelligente? In quegli anni ancora non era possibile comperare le lauree.
Come, ancora non lo si è capito, ma con che cosa, sembra proprio di si!
L’essere umano, quasi certamente è diventato intelligente sviluppando nel suo cervello un piccolo nucleo di neuroni che hanno reso l’uomo, come diceva Aristotele, un animale politico: un animale fatto per vivere in comunità.

Queto piccolo gruppo di neuroni, che fanno parte del nucleo dei neuroni specchio, ha permesso all’essere umano di sviluppare:

  • la capacità di “sentire” le emozioni dell’altro, che potremmo chiamare “partecipazione“,
  • la capacità di “riconoscere” le necessità dell’altro come proprie, che potremmo chiamare “condivisione” e
  • la capacità di “operare” con l’altro alla soluzione del problema comune che potremmo chiamare “cooperazione

I neuroni dell’empatia, i neuroni dell’altruismo, o come li chiama Ramachandran Vilayanur, il neuroscienziato che li ha individuati i neuroni Ghandi.

Fiducia in se stessi e negli altri, partecipazione, condivisione, cooperazione: tutti gli strumenti della respons-abilità, le potenti e pericolose armi della felicità sono già dentro di te, e solo tu puoi decidere di usarle per essere felice, o lasciarle inutilizzati isolandoti in una solitaria infelicità.

Nel video, che ho avuto il piacere di tradurre, la spiegazione fatta dallo stesso Ramachandran Vilayanur di come operano i neuroni dell’empatia.

http://lapalestradellafelicita.com/2010/01/28/felicita-dentro-gandhi

Per avere i sottotitoli in italiano clicca sulla scritta rossa View subtitles, sotto la barra di scorrimento del video e scegli la lingua.



Come Josè Abreu costruisce la felicità

Josè Abreu costruisce la felicità

Il Dr. José Antonio Abreu è un esperto di economia, ma come lui costruisce la felicità ha poco a che fare con la borsa, le leggi del mercato e i mercati finanziari.

In Venezuela, dove Josè vive, non sono in molti a passarsela bene, ma questo non gli impedisce di lanciarsi in una “impresa impossibile” e grazie alla sua passione, e compassione, ci riesce splendidamente.

Se già ci conosci sai che per noi la felicità nasce dalla fiducia in noi stessi e negli altri, dalla partecipazione ai problemi di tutti, dalla condivisione degli obiettivi comuni, e dalla cooperazione per raggiungerli. Tutte cose che messe insieme creano la respons-abilità: la capacità di rispondere nel modo migliore alle prove della vita, con gioia e senza farsi travolgere dalla paura, dal dolore e dalla rabbia.

E quando imparando a ripetere quotidianamente esperienze che ti danno gioia, scopri che hai imparato ad essere felice, non lo dimentichi più.

Bene, così Josè Abreu, nelle aree più povere e più disperate del Venezuela ha insegnato a migliaia di bambini ad essere felici, e se vuoi sapere come a fatto e quali sono stati i risultati, guardati i due video di questo post e anche tu potrai sentire una gioia straordinaria: il primo passo per imparare a vivere con la felicità.

http://lapalestradellafelicita.com/2010/01/26/jose-abreu-felicita

Per avere i sottotitoli in italiano clicca sulla scritta rossa View subtitles, sotto la barra di scorrimento del video e scegli la lingua.

E ora che conosci la storia di Josè, e sai quello che ha fatto, puoi anche condividere con noi tutta la felicità che nasce dal suo lavoro.

La Felicità del Perdono

La Felicità del Perdono

Qualche giorno fa, durante una seduta di counselig, ascoltando un cliente alla ricerca della felicità, ho sentito nella sua voce un improvviso cambiamento di tono che non aveva una alcuna logica e ancor meno evidenti motivazioni con quel momento del colloquio.

Come si usa fare in queste situazioni ho portato la sua attenzione su questa improvvisa manifestazione e abbiamo cominciato a lavorare su questo aspetto.

A volte capita che persone ritenute amiche, anzi grandi amiche, si comportino nei nostri confronti in un modo che mai ci aspetteremmo nemmeno dal nostro peggior nemico.

Chi ci appariva affidabile, affettuoso e pieno di attenzioni nei nostri confronti, improvvisamente e in modo subdolo e meschino, si fa in quattro per rovinarci la vita. Alla fine,  anche se anche tutto sommato non ci riesce, ci lascia una profonda ferita che ogni tanto, nei momenti più impensati, si fa dolorosamente sentire.

Se poi, abitando in una piccola città, a volte, casualmente, capita di rivedere questa persona, la ferita si riapre quasi come nel momento in cui che è stata provocata.

Capita così che, a volte, la semplice paura che quella ferita si riapra, ci blocca la strada lungo la nostra sana ricerca della felicità.

Siamo stati educati ad essere orgogliosi di noi stessi, ad avere amor proprio, a farci rispettare, a non farci sopraffare dagli altri: tutte cose assolutamente condivisibili, ma non sempre, o quasi mai, ci è stato insegnato ad amare veramente e profondamente noi stessi.

In questo modo, cose anche molto meno gravi di quella capitata al mio cliente, ce la leghiamo ad un dito.

E qual’è il risultato?

Che invece di liberarti di una cosa che ti fa star male, continui a portartela dietro e se la cosa è abbastanza grossa te la tieni pure sullo stomaco così puoi soffrire ancora di pù.

Magari, chi ti ha procurato quella ferita, nella sua incosapevolezza, non si ricorda  nemmeno più di quanto dolore ti ha procurato in quel momento, mentre tu, che evidentemente non sai come fare per amarti, perchè nessuno te lo ha mai insegnato, continui a soffrire per una cosa che è esistita solo nel passato e che ad ogni minima occasione riporti nel tuo qui e ora  per … poter soffrire un po.

E’ difficile da ammettere, è ancora più difficile da accettare e sembra impossibile da fare, ma l’unica cosa che può far sparire definitivamente quella ferita è il perdono.

E se vuoi imparare ad essere felice, certamente è necessario che tu, se non lo sai fare,  impari quanto prima a perdonare.

Con l’augurio di tanta felicità a tutti.