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La felicità dell’arte


La Felicità dell'Arte

La Felicità dell'Arte

Grazie alle neuroscienze, che ci spiegano sempre meglio come funziona il cervello, diventa sempre più evidente che, se vuoi ottenere dei cambiamenti nei tuoi comportamenti, per imparare ad essere felice, devi anche imparare ad ascoltare e a parlare al tuo lobo destro del cervello: la felicità nasce dal dialogo tra lobo destro e lobo sinisto del cervello.

Il lobo destro non capisce i ragionamenti logici e razionali, come fa il lobo sinistro, ma sente, ascolta e capisce le emozioni che si esprimono attraverso le forme artistiche: musica, pittura, danza, scultura, poesia e attraverso il linguaggio metaforico.

E chi parla alle emozioni riesce ad essere molto più convincente di chi usa la logica e la razionalità.

Questo è quello che ci fa capire Mallika Sarabhai danzatrice ed attrice indiana nel video qui sotto.

E’ per questo che per imparare ad essere felice, non basta che tu ti faccia “rapire” dalle emozioni, ma è necessario che tu impari anche da dove vengono, come nascono e che cosa ti stanno dicendo:

Solo così hai la possibilità di gestirle,  solo così invece di essere prigioniero o prigioniera delle tue emozioni, le puoi trasformare in una risorsa per la tua felicità.

http://lapalestradellafelicita.com/2010/02/05/felicita-arte

(Per avere i sottotitoli in italiano clicca sulla scritta rossa View subtitles, sotto la barra di scorrimento del video e scegli la lingua.)

Lo yoga della risata serve alla felicità

Yoga della Risata

Per chi sa poco o nulla di Yoga, questa parola è istantaneamente collegata a profondi silenzi meditativi, impossibili posizioni da contorsionista, discipline monacali e lunghi, faticosi ed inflessibili metodi per godere di benefici non sempre facili da comprendere per chi non ne ha una lunga pratica.

Lo Yoga della risata è esattamente il contrio di tutto cio, con l’unica eccezione dei benefici che si capiscono e dei quali si gode fin dalla prima volta che si ha la fortuna di praticare questa disciplina.

Lo Yoga della Risata nasce nel 1995 ad opera del medico indiano Madan Kataria che ha creato uno straordinario cocktail tra: le tecniche di respirazione dello yoga pranaiama, la giocosità tipica dei bambini e i più recenti risultati delle più recenti ricerche nell’ambito della psico-neuro-endocrino-immunologia che hanno convalidato scientificamente l’antico detto “Il riso fa buon sangue”.

Con la pratica dello Yoga della Risata, una cui sessione ha una durata minima di 30 minuti, l’organismo riesce a rigenerarsi in modo straordinario sia sotto il profilo del benessere fisico che del benessere psicologico, con modalità del tutto naturali, per niente faticose ma addirittura piacevoli.

Durante una sessione di Yoga della Risata si ottimizzano le capacità respiratorie e le funzionalità cardiocircolatorie, normalizzando la pressione arteriosa; nel contempo, si innesca e si promuove l’attività del sistema endocrino alla produzione di endorfine, dopamine, encefaline e delle altre componenti neuro-biologiche che potenziano il sistema immunitario, comprese le cellule NK antitumorali.

Il risultato finale dello Yoga della Risata si traduce quindi non solo in uno stato di reale e sensibile benessere fisico ma anche di altreattanto reale e sensibile benessere psicologico dato che: riduce in modo drastico lo stress qualunque ne sia la causa, favorisce un aumento dell’autostima e della sicurezza in sé, aumenta le capacità di attenzione e concentrazione, migliora le capacità di ascolto e di assertività, potenzia le doti di leadership,motiva alla responsabilità, promuove lo spirito di condivisione e di cooperazione, aiuta nel superamento di idee e pregiudizi limitanti, stimola le capacità creative e di problem solving.

In poche parole lo Yoga della Risata è il più straordinario esercizo fisico che sembra fatto apposta per chi vuole imparare ad essere felice e non sa da che parte cominciare, cone dice Madan Kataria: Porta il tuo corpo a ridere e la tua mente riderà con lui.

Comunque, indipendentemente dal tuo livello di felicità, guardati questo video che in ogni caso ti farà buon sangue.

http://lapalestradellafelicita.com/2010/02/03/yoga-risata-felicita





La felicità è dentro di noi: i neuroni Gandhi

I neuroni Gandhi e la Felicità

Ma che cosa centra Gandhi con le neuroscienze e con la felicità?

Ho sempre sostenuto che la felicità è la consapevolezza della propria responsabilità.
Tu, come tutti, sei una persona respons-abile quando sai affrontare e superare con successo, le prove che la vita quotidianamente ti proprone.
La struttura portante sulla quale puoi costruire la tua responsabilità si chiama autostima che è la fiducia in te stesso, frutto della consapevolezza di quelle che sono le tue vere doti e anche di quelli che sono i tuoi veri limiti; in tal modo avrai la possibilità di sviluppare sempre più le tue potenzialità, migliorando quelle che sono le tue doti ed imparando a superare i tuoi limiti.
Il tuo limite invalicabile che accomuna tutti gli esseri umani e che nessun essere umano è mai stato, e mai potrà essere onnipotente, anzi viene quasi da chiedersi come mai la specie umana sia riuscita a sopravvivere da quando, oltre 4 milioni di anni fa sono comparsi i nostri più lontani progenitori.

Ma come l’essere umano sia riuscito a trasformare questo limite in un vantaggio ce lo stanno spiegando le neuroscienze.
Tutte le specie animali hanno una qualche loro specifica caratteristica che garantisce la loro sopravivenza: i predatori sono forti, veloci e hanno micidiali armi naturali, mentre le prede il più delle volte si accontentano di essere molto prolifiche, in altri casi tengono lontano il predatore con le loro dimensioni, oppure sono più veloci del loro stesso predatore, in modo tale da riuscire a fuggire nella maggior parte dei casi.
Ma l‘essere umano non ha nessuna di queste doti e allora come ha fatto a sopravvivere? Come ha fatto a superare questi limiti naturali?
La risposta la sanno anche i bambini delle elementari: l‘essere umano è intelligente.
Certo, ma come ha fatto a diventare intelligente? In quegli anni ancora non era possibile comperare le lauree.
Come, ancora non lo si è capito, ma con che cosa, sembra proprio di si!
L’essere umano, quasi certamente è diventato intelligente sviluppando nel suo cervello un piccolo nucleo di neuroni che hanno reso l’uomo, come diceva Aristotele, un animale politico: un animale fatto per vivere in comunità.

Queto piccolo gruppo di neuroni, che fanno parte del nucleo dei neuroni specchio, ha permesso all’essere umano di sviluppare:

  • la capacità di “sentire” le emozioni dell’altro, che potremmo chiamare “partecipazione“,
  • la capacità di “riconoscere” le necessità dell’altro come proprie, che potremmo chiamare “condivisione” e
  • la capacità di “operare” con l’altro alla soluzione del problema comune che potremmo chiamare “cooperazione

I neuroni dell’empatia, i neuroni dell’altruismo, o come li chiama Ramachandran Vilayanur, il neuroscienziato che li ha individuati i neuroni Ghandi.

Fiducia in se stessi e negli altri, partecipazione, condivisione, cooperazione: tutti gli strumenti della respons-abilità, le potenti e pericolose armi della felicità sono già dentro di te, e solo tu puoi decidere di usarle per essere felice, o lasciarle inutilizzati isolandoti in una solitaria infelicità.

Nel video, che ho avuto il piacere di tradurre, la spiegazione fatta dallo stesso Ramachandran Vilayanur di come operano i neuroni dell’empatia.

http://lapalestradellafelicita.com/2010/01/28/felicita-dentro-gandhi

Per avere i sottotitoli in italiano clicca sulla scritta rossa View subtitles, sotto la barra di scorrimento del video e scegli la lingua.

Come Josè Abreu costruisce la felicità

Josè Abreu costruisce la felicità

Il Dr. José Antonio Abreu è un esperto di economia, ma come lui costruisce la felicità ha poco a che fare con la borsa, le leggi del mercato e i mercati finanziari.

In Venezuela, dove Josè vive, non sono in molti a passarsela bene, ma questo non gli impedisce di lanciarsi in una “impresa impossibile” e grazie alla sua passione, e compassione, ci riesce splendidamente.

Se già ci conosci sai che per noi la felicità nasce dalla fiducia in noi stessi e negli altri, dalla partecipazione ai problemi di tutti, dalla condivisione degli obiettivi comuni, e dalla cooperazione per raggiungerli. Tutte cose che messe insieme creano la respons-abilità: la capacità di rispondere nel modo migliore alle prove della vita, con gioia e senza farsi travolgere dalla paura, dal dolore e dalla rabbia.

E quando imparando a ripetere quotidianamente esperienze che ti danno gioia, scopri che hai imparato ad essere felice, non lo dimentichi più.

Bene, così Josè Abreu, nelle aree più povere e più disperate del Venezuela ha insegnato a migliaia di bambini ad essere felici, e se vuoi sapere come a fatto e quali sono stati i risultati, guardati i due video di questo post e anche tu potrai sentire una gioia straordinaria: il primo passo per imparare a vivere con la felicità.

http://lapalestradellafelicita.com/2010/01/26/jose-abreu-felicita

Per avere i sottotitoli in italiano clicca sulla scritta rossa View subtitles, sotto la barra di scorrimento del video e scegli la lingua.

E ora che conosci la storia di Josè, e sai quello che ha fatto, puoi anche condividere con noi tutta la felicità che nasce dal suo lavoro.

La Felicità del Perdono

La Felicità del Perdono

Qualche giorno fa, durante una seduta di counselig, ascoltando un cliente alla ricerca della felicità, ho sentito nella sua voce un improvviso cambiamento di tono che non aveva una alcuna logica e ancor meno evidenti motivazioni con quel momento del colloquio.

Come si usa fare in queste situazioni ho portato la sua attenzione su questa improvvisa manifestazione e abbiamo cominciato a lavorare su questo aspetto.

A volte capita che persone ritenute amiche, anzi grandi amiche, si comportino nei nostri confronti in un modo che mai ci aspetteremmo nemmeno dal nostro peggior nemico.

Chi ci appariva affidabile, affettuoso e pieno di attenzioni nei nostri confronti, improvvisamente e in modo subdolo e meschino, si fa in quattro per rovinarci la vita. Alla fine,  anche se anche tutto sommato non ci riesce, ci lascia una profonda ferita che ogni tanto, nei momenti più impensati, si fa dolorosamente sentire.

Se poi, abitando in una piccola città, a volte, casualmente, capita di rivedere questa persona, la ferita si riapre quasi come nel momento in cui che è stata provocata.

Capita così che, a volte, la semplice paura che quella ferita si riapra, ci blocca la strada lungo la nostra sana ricerca della felicità.

Siamo stati educati ad essere orgogliosi di noi stessi, ad avere amor proprio, a farci rispettare, a non farci sopraffare dagli altri: tutte cose assolutamente condivisibili, ma non sempre, o quasi mai, ci è stato insegnato ad amare veramente e profondamente noi stessi.

In questo modo, cose anche molto meno gravi di quella capitata al mio cliente, ce la leghiamo ad un dito.

E qual’è il risultato?

Che invece di liberarti di una cosa che ti fa star male, continui a portartela dietro e se la cosa è abbastanza grossa te la tieni pure sullo stomaco così puoi soffrire ancora di pù.

Magari, chi ti ha procurato quella ferita, nella sua incosapevolezza, non si ricorda  nemmeno più di quanto dolore ti ha procurato in quel momento, mentre tu, che evidentemente non sai come fare per amarti, perchè nessuno te lo ha mai insegnato, continui a soffrire per una cosa che è esistita solo nel passato e che ad ogni minima occasione riporti nel tuo qui e ora  per … poter soffrire un po.

E’ difficile da ammettere, è ancora più difficile da accettare e sembra impossibile da fare, ma l’unica cosa che può far sparire definitivamente quella ferita è il perdono.

E se vuoi imparare ad essere felice, certamente è necessario che tu, se non lo sai fare,  impari quanto prima a perdonare.

Con l’augurio di tanta felicità a tutti.



Disagio psicologico: il costo della non felicità

Disagio Psicologico

Disagio Psicologico

Che cosa è cambiato in 50 anni? Il costo dei carburanti, la carrozzeria delle auto e il disagio psicologico che è sensibilmente aumentato: ma continuiamo a chiamarlo progresso.
Secondo uno studio della Comunità Europea, con riferimento all’anno 2005, quindi ben prima che si manifestasse la crisi attuale, le persone che stanno soffrendo per la mancanza di felicità, hanno ormai superato il 27% del totale della popolazione e questo, anche senza tener conto del disagio psicologico dei giovani fino ai 18 anni: si parla di circa 83.000.000 di persone.

Non ho scritto male, proprio 83 milioni di persone soffrono di un disagio psicologico: le previsioni sono di un promettente ulteriore sviluppo nei prossimi anni.
Nei 50 anni trascorsi dal disegno, che illustrava un fatto accaduto negli USA, anche l’Europa ha conosciuto uno straordinario sviluppo economico che è andato di pari passo con l’estendersi dei disagi psicologici.

Sempre secondo lo studio della Comunità Europea questo disagio psicologico ha, in termini di economia, un costo di circa 463 miliardi di Euro, circa il 4% del PIL europeo: che si tratti di inevitabili danni collaterali oppure, in questo modo di procedere, c’è proprio qualche cosa di sbagliato?

Se lo sviluppo economico crea infelicità non sarebbe meglio imparare ad essere felici e poi progettare qualche altra forma di sviluppo più intelligente?

Per leggere tutto l’articolo puoi andare qui e se invece ti basta quello che hai già letto e vuoi tirarti un po’ su, guardati il video qui sotto con tanta felicità.

http://lapalestradellafelicita.com/2010/01/19/disagio-psicologico-costo-felicita/

Sane e prolungate risate, stimolano la produzione endogena di endorfine, per chi non lo sapesse, la produzione endogena è quella che ci possiamo gestire naturalmente, direttamente e personalmente noi, senza bisogno di ricette mediche e di pillole.

La produzione endogena di endorfine ottenuta attraverso il ridere, incrementa la tua creatività, o per dirla in altri termini, mette in moto, in modo naturale, quella parte della corteccia cerebrale che ti permette di produrre nuove soluzioni a vecchi problemi.

Metto in evidenza una banalità che, come tutte le banalità, si è soliti non prendere in considerazione: se stai cercando una nuova soluzione ad un vecchio problema questo significa che le soluzioni fin’ora adottate in realtà non erano delle soluzioni.

Banche, orologi, cioccolata e felicità

Cioccolata Svizzera Originale

Cioccolata Svizzera Originale

Qualche decina di anni fa, non è che le cose siano cambiate molto, chi cercava fortuna andava in America e chi era proprio senza soldi, andava nella più vicina Svizzera.
La patria delle banche, degli orologi, prima che arrivassero i gapponesi e poi la Cina, e della cioccolata. Insomma il vero paese del bengodi, almeno per gli svizzeri.
Tutto sommato le cose non sono cambiate molto e anche gli orologi svizzeri hanno riconquistato il podio della qualità.
Ma il discorso è un’altro, dopo il corso di Felicità che, alla facoltà di Economia nel prestigioso Ateneo di Harward, è il corso più frequentato dagli studenti, anche nel paese del bengodi, la Svizzera, si darà il via nelle scuole a dei corsi di felicità.

Il tutto è nato da un’inchiesta dalla quale è emerso che il luogo che i giovani trovano più demprimente frequentare, subito dopo l’ambulatorio dentistico, è la scuola e siccome i risultati scolastici sono proporzionali al benessere psicologico di chi la frequenta per imparare, si è deciso di prendere dei seri provvedimenti.
Evidentemente finanza, tecnica e pasticceria ai più alti livelli non sono sufficienti a garantire la felicità e così per iniziativa di alcuni deputati del Cantone Argovia, nel settentrione della confederazione, nelle scuole superiori di questo cantone, per il momento senza obbligo di frequenza, si potrà imparare ad essere felici.

La notizia è stata riportata qui.

E conosciuto il livello di efficienza degli svizzeri (vedi il video qui sotto) i risultati saranno certamente felici.

http://lapalestradellafelicita.com/2010/01/13/cioccolata-svizzera-felicita




ADHD: per i bambini a rischio di felicità c’è il rimedio.

Quando ero un bimbo felice

Molto tempo prima di dare il via a questo sito ho iniziato a collaborare con l’associazione “Giù le mani dai bambini” l’associazione che in Italia, da diversi anni con il supporto scientifico di centri di ricerca qualificati ed indipendenti, sta informando popolazione, sistema scolastico, e sistema sanitario sui pericoli del trattamento farmacologico dell’HDAD nota in Italia come Sindrome da Iperattività /Deficit di Attenzione.

Il mio impegno, pur modesto con l’Associazione, è stato motivata dal fatto che  anch’io da bambino, molto probabilmente, sono stato affetto da questa psico-patologia, e per fortuna, in quegli anni, gli psicofarmaci non esistevano cosi, grazie a Madre Natura, sono “guarito” con l’età.

L’HDAH è una psico-patologia che colpisce dall’infanzia all’adolescenza; questa psico-patologia sta riscuotendo un grande successo in tutto il mondo, anche grazie allo strenuo impegno dell’industria farmaceutica che sta operando intensamente per la sua diffusione; per verificare questa affermazione, qui puoi vedere un interessante documentario, trasmesso dalla RAI, dal signficativo titolo Inventori di Malattie .

Io ora scherzo, ma la questione è abbastanza grave, la diagnosi di questa malattia ha criteri di scentificità, paragonabili a quelli della ricetta per il  minestrone di verdure: un po’ di questo, un po’ di quello e sale quanto basta, a piacere.

Nei manuali d’aiuto distribuiti dalle case farmeceutiche, sotto farie forme, i sintomi più allarmanti sono che il bambino è vivace, non sta mai fermo, si distrae facilmente, parla troppo, da seduto giocherella con le mani o con i piedi: fa di tutto per essere felice di vivere ma per fortuna la scienza ha trovato delle ottime pillole per riportarlo ad una sana e più normale tranquillità.

La cosa più interessante è che dopo pochi di anni di amorevole cura farmacologica, se non capita di peggio, l’ex bambino affetto da questo morbo, che si potrebbe anche chiamare anche Strenuo tentativo di Vivere con Felicità, guarisce completamente e sarà sufficiente una cura di mantenimento, probabilmente a vita, di sedativi, calmanti, tranquillanti ed altri straordinari miracolosi farmaci che lo faranno star bene per sempre.

Oggi “Giù le mani dai bambini” ha pubblicato un manualetto di facile consultazione e di facile impiego, un vero e proprio corso gratis per orientarsi e soprattutto difendere i bambini dalle amorevoli e disinteressate cure dell’industria farmeceutica .

Va detto che in questa loro opera le case farmaceutiche hanno trovato la collaborazione di alcune associazioni di genitori che, non avendo come unica informazione quella delle case famaceutiche, diventano  loro complici e in quanto genitori ancora più convincenti delle case farmaceutiche.
E qui, nel sito di un’associazione che ha trovato la comprensione delle case farmaceutiche, trovi il test per la diagnosi “scientifica” di questa psico-patologia. Dai dati degli organismi sanitari itliani risulta che nel nostro paese oltre l’80% dei bambini ai quali, con questo test viene diagnosticata l’ADHD, siano sottoposti a trattamento farmacologico.

Da questo link puoi scaricare il manuale di questo corso e se a te non serve, scaricalo egualmente e regalalo a chi sai che ha un figlio dai 0 ai 12 anni perchè potresti salvargli la vita e non sto assolutamente scherzando.

Altre utili informazioni sul trattamento non farmacologico dell’ADHD le puoi trovare rivolgendoti al sito di Scuola Protetta.

Mentre qui puoi leggere e “vedere” una storia vera su alcuni effetti collaterali del trattamento con psicofarmaci.

Nel video un evidente caso di ADHD con genitori che hanno letto il manualetto.

La felicità è il successo dei bambini

La felicità e il successo dei bambini

La felicità si può imparare fin da bambini, anzi imparandola da bambini si fa molta meno fatica e la nostra vita sarà un continuo successo. Lo spiega nel video che segue Joachim de Posada coach di fama internazionale.

Sono molte le persone che si impegnano moltissimo per diventare famose; queste persone pensano che diventare famosi significhi raggiungere il successo e che questa sia la formula magica che “dona” la felicità. Molte persone sono convinte di questa idea anche se i giornali sono pieni di fatti che raccontano di personaggi famosi, persone di “successo”, che vivono nella più profonda disperazione.

In realtà è proprio vero il contrario, solo quando hai imparato ad essere felice scopri come, con sia facile avere successo ed e facile spiegare come questo può accadere.

La felicità ha come base l’autostima e quando la tua autostima è salda i tuoi obiettivi sono chiari, ben definiti e sono quelli che veramente ti interessano e non ti fai distrarre dagli “obiettivi” che vanno di moda in quel momento e dai facili risultati.

Felicità significa fiducia negli altri, ed avere fiducia negli altri significa poter condividere interessi ed obiettivi e strategie e di conseguenza significa poter cooperare per raggiungere obiettivi comuni, condividendo e valorizzando capacità e competenze così da progettare la soluzione più efficiente ed efficacie.

E per finire, la felicità ti consente di non farti travolgere dalle emozioni e saper attendere il momento giusto per raggiungere il vero obiettivo, e così goderti il successo raggiunto.

Se quindi la vita quotidianamente ti propone delle prove che ti procurano ansia ed angosce,  la felicità è proprio lo strumento che ti permette di affrontare tutte queste prove con serenità per superarle nel modo migliore.

Come si vede in questo divertente video, un bambino di soli quattro anni può già aver imparato ad essere felice e raggiungere l’obiettivo che si è prefissato, mentre quelli che non hanno la felicità a loro disposizione falliranno “drammaticamente” la loro corsa verso il successo.

Per i sottotitoli in italiano clicca su view subtitles e poi scegli Italian

Questa storia con le caramelle ti ha fatto di sicuro sorridere, e ora fermati un attimo a pensare.

Ti è mai capitato di adottare dei comportamenti anche per scelte molto più importanti seguendo l’onda di emozioni come  la paura di ricevere un giudizio negativo, il dolore per quella che ritenevi un’ingiustizia, la rabbia nata dall’ansia di non farcela?

Il risultato che hai ottenuto in quelle situazioni è stato proprio quello che desideravi? E’ stato veramente un successo? Sei ancora felice di quel successo?

La felicità fa male

Felicità

Un’ANSA di qualche giorno fa, ripresa da alcuni quotidiani,  riporta questa drammatica notizia, anche se l’industria della felicità sta sempre di più crescendo, sembra proprio che la felicità faccia male.

Come racconta il New York Times, alcuni ricercatori spiegano che essere felici può essere pericoloso, infatti una persona felice è meno critica di una persona depressa, alcuni psicologi sostengono che mascherare le proprie reali emozioni negative con finte emozioni positive puo’ addirittura far male alla salute.

Devo dire che sono assolutamente d’accordo con questi esperti di psicologia che evidentemente non sanno assolutamente che cosa sia la felicità: la felicità non è mascherare le proprie reali emozioni negative con finte emozioni positive, questo è quello che ci viene proposto quotidianamente attraverso la pubblicità di mille prodotti inutili che ti vengono spacciati come indispensabili per la tua felicità e i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

La felicità è ben altra cosa, la felicità è la capacità di saper riconoscere ed usare le proprie emozioni negative per trovare il modo di superarle senza prevaricare gli altri.

Certo non è facile da fare, soprattutto se non sai come farlo dato che mai nessuno ti ha insegnato come farlo.

Ma anche tu puoi ri-trovare la tua felicità, anche tu hai la possibilità di farlo.

Se vuoi leggere il lancio ANSA vai qui.