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Anche L’Aquila ricomincia a ridere con lo Yoga della Risata. Che felicità!
Tutto era cominciato nel dicembre dello scorso anno quando Lucia Masiello, Counselor, Psicologa, Psicoterapeuta e Presidente della sede ASPIC dell’Aquila, mi aveva inviato una mail dicendomi “Vieni a L’Aquila, insegnaci a ridere, aiutaci a ri-trovare la Felicita!” A dire il vero il tutto era cominciato con la scossa di 5,9 gradi Richter che si era scatenata alle 3 e 32 del 6 Aprile del 2009: oltre 300 vittime, 65.000 sfollati, e un’intera area, fatta di una grande città e di tanti paesi e piccole borgate completamente devastata. Chi non ha mai sentito una scossa di terremoto forse non può immaginare la paura che un evento simile può scatenare. L’unica certezza, consolidata profondamente e naturalmente in ogni essere umano, il fatto di avere, sulla solida e stabile immobilità della terra, forse l’unico punto di appoggio sicuro, improvvisamente e violentemente viene a mancare. Quando il terremoto non è solo unoMa a L’Aquila, il terremoto della terra delle 3 e 32 con le oltre 300 vittime e i 65.000 sfollati è stato preceduto e seguito da centinaia di altre scosse della terra e altrettanto devastanti scosse psicologiche: gli organismi di protezione civile che invitano la popolazione a rientrare nelle abitazioni poco prima che si scateni la scossa più forte, “sedicenti imprenditori” che brindano al terremoto, decine di vittime causate da ristrutturazioni fatte con il solo obiettivo di accumulare denaro senza alcun rispetto delle norme di sicurezza strutturale, l’illusione di una straordinaria rapida ricostruzione altrettanto rapidamente e totalmente disattesa. Una volta ricco di vita e di bellezze come tutti i centri storici italiani, il centro storico dell’Aquila oggi, dopo oltre due anni dalla scossa è una città fantasma: uno strano silenzio, strade deserte, impalcature di tutti i tipi, ancora macerie, pattuglie dell’esercito, qualche coraggioso che ha riaperto il suo negozio e le comitive del turismo della tragedia. E così alla paura per la perdita del riferimento sicuro, si aggiunge il dolore per la perdita delle persone care, delle proprie cose e soprattutto della speranza di poter ri-nascere e per come si sono svolte le varie vicende la rabbia cova più o meno silenziosamente nella vita di tutti i giorni. Ri-trovare la felicità con lo Yoga della RisataAll’appuntamento nella sala del Bar Caramba oltre a Lucia e Carla, vice-Presidente dell’ASPIC L’Aquila, anche lei Counselor, Psicologa e Psicoterapeuta c’erano altre 28 persone, con un’età media di 32 anni: in parte studenti del Master in Counseling, in parte studenti della Facoltà di Psicologia ma anche persone normali che, al di fuori degli interessi “professionali”, avevano solo i desiderio di abbandonare paura, dolore e rabbia per ritrovare la gioia di vivere: la felicità. E’ stata una giornata straordinaria e siccome il nostro lobo sinistro ha bisogno di dati certi e non di vaghe parole, di seguito i risultati del questionario di autovalutazione che viene sempre compilato dai partecipanti nella prima sessione di Yoga della Risata:
Ma per ritornare alle parole, nelle note lasciate sul questionario prima della sessione, oltre ad una diffusa curiosità per la nuova esperienza sono ricorrenti parole come ansia, tensione e anche stanchezza nonostante fossero solo le 9 del mattino e in pratica ci eravamo semplicemente salutati. Ma solo 60 minuti più tardi, al termine della sessione, le stesse persone scrivono di sentirsi riposate come se avessero dormito tutta la notte, rilassate, rigenerate, con tanta energia ed un senso di rinascita. La giornata è continuata intensa e dopo aver scoperto le relazioni tra cervello, sistema nervoso ed emozioni, giocato, ballato, cantato ed aver fatto un’altra sessione di Yoga della Risata questi sono i commenti più significativi lasciati sulla Scheda di Gradimento della giornata Fisicamente e psicologicamente rilassato – Positiva e contenta – Rilassato sereno senza pesi – Sento una sensazione di benessere che mi sarà utile per affrontare i problemi della vita – Molto più rilassata e felice. Certo, una singola sessione di Yoga della Risata non è sufficiente per far ri-trovare la Felicità ma, come diceva Aristotele più di 2000 anni fa, con un po’ di studio e di applicazione la felicità è possibile a tutti e allora, come dice Madan Kataria : porta il tuo corpo a ridere e la tua mente lo seguirà. Nel video i nuovi germogli che sono spuntati a L’Aquila http://lapalestradellafelicita.com/2011/06/13/laquila-ridere-yoga-della-risata-felicita/ E tu cosa aspetti a portare il tuo corpo a ridere? |
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